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Benvenuti…

Questo è l’estratto dell’articolo.

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Immagino questo blog come un -luogo in divenire-, uno spazio in cui raccontare un pò di chi sono.

Un’opportunità di condivisione e di confronto.

Una – casa virtuale – nella quale fotografare storie, affrontare tematiche che ritengo importanti, costruire reti e ponti tra le persone.

Fermamente convinto che esseri umani non si nasce, ma ci si diventa, dando appunto al proprio spirito, modo di far emergere e crescere la propria umanità.

La vita non è un paradiso, la vita è una palestra.

E ogni giorno possiamo allenarci,  a fare un pò meglio di come abbiamo fatto ieri…

Grazie a chiunque di voi, passando, lascerà un’impronta, o deciderà di fermarsi a conversare in compagnia…

HOPE

 

Buone Notizie

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In questo 2018, mi tornano indietro molte restituzioni per me importanti. Voglio condividerle con voi, mettere in circolo il mio amore…

Lo Spettacoloso Racconto del Grinch è andato benone, oltre ogni mia aspettativa. A tal punto che mi hanno chiesto di scrivere una nuova storia da portare in scena, ambientata nel magico mondo del circo (senza animali chiaramente…).

Una piccola casa editrice che si occupa di prevenzione e di formazione mi ha proposto di pubblicare il mio primo romanzo. Questo, trae spunto dalle mie esperienze e memorie dei tanti anni di lavoro in comunità per minori a rischio. Le tematiche dell’abuso e della violenza, osservate, ascoltate, contattate negli ultimi dieci anni, hanno ispirato una storia, che oltre ogni tipo di giudizio di forma, grammatica e contenuto, sento di dover raccontare.

Con la stessa urgenza, racconto, attraverso il monologo che ho scritto, ricavato dalle pagine del romanzo, la storia di tutti quei bambini e quelle bambine che hanno subito abusi, maltrattamenti, violenze. Non si tratta di una scelta coraggiosa, bensì di una scelta dovuta. Tutte le emozioni, gli eventi, le sensazioni che ho raccolto in questi anni, meritano di trovare uno spazio, una voce, un modo di essere raccontate.

 

Le voci, in questo senso, non bastano mai. Non si tratta di arginare il fenomeno, ma di prevenirlo. Questo vuol dire lavorare su più fronti e attraverso una rete di mutuo soccorso e di persone che decidono di mettersi in gioco.

Da anni sono impegnato sul fronte della prevenzione e ad oggi, dare alla luce questo monologo, condividere con gli altri ciò che nasce dalle mie ricerche, dalle mie esperienze professionali, mi sembra un modo, uno dei tanti, per restituire un sentimento, che in qualche modo stava andando perduto. Il sentimento della cura.

 

Io ho cura di me, anche attraverso la cura che ho di te.

Parto da un’esigenza, che è quella di domandare a me stesso, in che modo mi riguarda?

Ieri mi hanno messo in calendario le prime date. I prossimi 26 gennaio e 2 febbraio. Qui a Roma. Sarò ospite di una piccola sala. Comincio da qui. Mi da forza veder realizzato un sogno. Mi interessa avere la certezza, oggi più di prima, che gli uomini e le donne sono in connessione tra di loro, che tutto si muove, quando noi ci muoviamo.

Mi interessa che di certe storie se ne parli, di più, fino a quando ce ne sarà bisogno…

Mi interessa fare la mia parte. Aver cura di…

Raccontare una storia…

Ciao Dolores!

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La musica non sarà più la stessa senza di te…

Musa ispiratrice, donna carismatica, artista impegnata a tutto tondo.

Mi mancheranno i tuoi testi, le tue ballate, la tua voce poliedrica ed effervescente, poetica ed evocativa insieme.

Il mio pensiero va ai – mirtilli rossi -, quando qualcuno se ne va, un posto rimane vuoto.

E con quell’assenza, dobbiamo fare i conti…

Ciao Dolores! G.R.A.Z.I.E.

Eternamente Grato. (Love)

 

Se il buongiorno si vede dal mattino…

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Buongiorno mondo!

Sveglia mattutina in attesa del principio d’alba.

In questa Roma di borgata, tutto resta immobile, taciturno e addormentato.

Mentre preparo in solitaria, la mia colazione, un codirosso spazzacamino passa  a trovarmi.

E’ domenica e il mondo sembra si sia fermato.

Amo la pace che si respira a quest’ora, anche in città.

Penso alla mia Terra lontana, al mio mare azzurro e cristallino, ai miei monti dalla natura fiera e rigogliosa, traboccanti di pini e abeti, faggi, castagni, querce secolari…

Sorrido.

Con queste immagini nel cuore, vi auguro una felice conclusione della vostra settimana…

Buona Domenica.

Sabato Immaginario. La Repubblica.

Repubblica, quanto mi piace questa parola, mi ha sempre affascinato. Nei miei ricordi da bambino, era una cosa importante, qualcosa che valeva la pena preservare.

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In questo sabato mattina, sperimento un gioco d’immaginazione, e una Repubblica… una di quelle possibili… ho voglia d’immaginare insieme a voi.

Mi date una mano?

 

In questa Repubblica Immaginaria di questo sabato immaginario,

c’è lavoro per tutti e il lavoro nobilita l’uomo ma non spacca la schiena a nessuno, non trae in inganno, non  sperimenta sugli esseri viventi, per racimolare qualche anno in più a discapito di altre creature, non considerate preziose ma sacrificabili in nome di un presunto bene collettivo.

In questa Repubblica non si paga e non si vende, non si acquista e non si possiede, si ha una sola merce di scambio che non si identifica nella moneta e non ci è data dalla proprietà ma viene costruita nel reciproco interesse dell’umanità. Non ci sono ricchi, non ci sono poveri, non ci sono le nazionali di calcio o le industrie farmaceutiche, le classi politiche e le multinazionali che si arricchiscono sulle spalle degli altri.

Nella Repubblica immaginaria del sabato, la malattia è sacra, e se incontro qualcuno morente per strada, gli presto un primo soccorso, perché qualcuno è anche mio fratello, anche se non l’ho mai visto prima di oggi.

Mi fermo qui, perché per andare avanti, mi serve il vostro aiuto.

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Questo è un esercizio utopico e forse irrazionale, a cui mi piacerebbe vedervi partecipare…

Cosa ci starebbe bene nella Repubblica Immaginaria? Cosa sarebbe indispensabile? Quali elementi includereste?

Giocate con me. Immaginate…

 

Il tempo si è come fermato…

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Quest’anno lo incomincio così, con una riflessione sugli adulti che non vogliono/possono crescere.

Io non voglio giudicare nessuno, volo basso, ci provo, ci tengo.

La mia è più un’esigenza di condividere insieme pensieri e interrogativi.

La scelta di domandarsi.

Talvolta, restiamo affascinati e catturati dalle convenzioni sociali. Capita di sentirsi ancora giovani, ancora seducenti, ancora attraenti. Certi le  provano tutte, vestiti costosissimi, capi all’ultima moda, tinte nei capelli, tagli particolari, creme di bellezza.

Ma la bellezza, sarà proprio questa? Sarà il trucco perfetto e il tacco che ti costringe a sopportare indicibili fatiche pur di apparire elegante? Sarà lo status symbol del momento, l’automobile, il telefonino di ultima generazione, la casa dei sogni?

Potranno – agire per sottrazione -? estinguere il -debito – sempre aperto con – IL TEMPO -?

E, quanto varrà riportare indietro le lancette dell’orologio? A quale costo?

Perché non possiamo semplicemente, lasciare che sia…???

 

Proprio come accade in natura, una stagione segue l’altra e nulla si ripresenta perfettamente allo stesso modo…

E’ in – questa incertezza-, che per me vuol dire stupore e meraviglia, che io rintraccio la grande bellezza della vita. La fonte dell’infinita giovinezza…

Perché, forse, voler a tutti i costi imprigionare un’immagine di sé, o – restare quello che si è stati prima di oggi, ci allontana da una possibilità e da una soluzione, ciò che siamo diventati, quello che ci corrisponde nel presente, che può essere bello e confortevole a modo suo. Comodo.

Voi come ci state in tutto questo? Cosa ne pensate del desiderio di restare in eterno giovani e virtuosi? Pieni di vigore. Cosa ne pensate del tempo che passa e che si manifesta nelle nostre vite?

Accettate con facilità i cambiamenti che il tempo ci impone?

Buoni Propositi

Inizio-2015

Buongiorno a tutti/e voi e ben-trovati/e in questo nascente 2018!

E’ il mio primo post di quest’anno e mi sento pregno di entusiasmo.

In questi giorni alle prese per lo – Spettacoloso  Racconto – del Grinch. Ieri sera, il piccolo teatro che mi ha ospitato era al completo, quanta emozione, che meraviglia! A quanto pare, ci siamo divertiti. 🙂 Ho interagito moltissimo con i bambini presenti, e abbiamo giocato insieme – tra palco e realtà –

Mi sento grato. Per il blog, che in questi mesi mi ha regalato tante emozioni e conoscenze. Oltre i numeri, le statistiche e la fisica quantistica, la rete di relazioni che sta nascendo, la condivisione continua e – in movimento, lo spessore dei contributi e delle riflessioni cui mi avete introdotto, mi fanno pensare di essere sulla buona strada. Sulla mia strada, un cammino – che avverto in crescendo-, corrisposto a me, nel piacere di stare con gli altri, a quello che sono io e al mio modo di intendere la vita, anche attraverso un ambiente -così mediato e virtuale –

I miei buoni propositi per questo 2018 sono, per quanto riguarda il blog,  quelli di mantenere viva – la stazione creativa -, sperando che resti la piazza immaginativa e fantasiosa che spero sia. Un luogo caldo e accogliente in cui sentirsi un po’ a casa, liberi di esprimersi, discutere e confrontarsi, aperti all’incontro con noi stessi e – con l’altro –

Per questo motivo, ho pensato di provare a introdurre degli elementi di continuità e maggiore riconoscibilità. Delle – rubriche – che tenterò, in qualche modo, di -calendarizzare – , in un’ottica, come sempre, di invito e di proposta, che vorrei vi sentiate liberi di cogliere, o rigettare, a vostro piacimento.

Nelle nostre vite, di incontri e di passaggi, qualcuno va, e qualcuno resta, qualcun altro ritorna, per me è chiaro, oggi più che mai, che la porta di – creativity station – debba restare aperta. Mi piace l’idea del – mettere insieme -, del comporre e ricomporre, dell’unire i vari elementi del quadro attraverso un’opera corale, comune, di gruppo.

Quando parlo del – mio blog -, lo faccio in termini di identità, ci tengo, attraverso queste righe, a condividere con voi, le emergenze che mi nutrono e che mi muovono verso… in direzione di… ma questo – mio blog – è per me un’opera collettiva, propria come la poesia con la quale ho chiuso il post del 2017. Il – mio blog -, non è altro che un po’ di casa mia, una casa in cui condividere e scambiare, in comunione. Ecco, questa casa, non esisterebbe senza il vostro contributo, il vostro tempo e la vostra collaborazione. Per cui,

Grazie per aver messo in piedi questa CASA…

Brevemente, vi lascio con qualche idea sulle – rubriche – con cui proverò a coinvolgervi nei prossimi mesi. Mi piace pensare che, tra un post e l’altro, riusciremo a ritrovarci in alcuni post – spazi di agorà. Forse dando vita, insieme, – al bar sotto casa -, o al circolo della scomodità… 🙂

  • Nelle mie Scarpe. Attraverso questo spazio, desidero dar voce a quelle realtà, presenti sul territorio, e non solo, che si – muovono – in direzione – dell’altro –
  • Il mio nome E’: L’idea è quella di approfondire la conoscenza tra bloggers, attraverso – simpatiche interviste –
  • SCOMODO – Nasce come provocazione. L’idea di riflettere insieme sugli elementi che possono – disturbare –
  • Un’altra SQUOLA. – Temi e – dettati – sulla SQUOLA che verrà… 🙂
  • LA RAGNATELA: Vuole essere uno spazio di gioco e di co-costruzione.

Questi sono i miei buoni propositi, e ci tenevo a condividerli con voi. Come ci state? Qualcosa v’incuriosisce? La vostra opinione è molto importante per me. Quali sono i vostri propositi per questo 2018? Per il vostro blog?

Un abbraccio di buon inizio anno.

Ben

G.r.a.z.i.a.

Stato-di-Grazia

Ho deciso di chiamarla così, questa poesia collettiva nata dalla nostra condivisione di ieri, la grazia che nasce dall’atto del mettere insieme, dell’avvicinarsi, dal venirsi incontro in uno scambio reciproco e sincero, del tornare tutti un pò bambini. Mi sento grato per quello che ho e per quello che sono, grato per gli incontri e le meraviglie che il blog mi sta donando, grato alla vita, ed è con questa grazia e con questa gratitudine nel cuore che auguro a tutti voi un’ottima fine di anno e un miglior principio.

Grazie a tutti voi che in questi mesi mi avete regalato emozioni, il vostro preziosissimo tempo, un commento, una parola, – un abbraccio virtuale che comunque è arrivato…nonostante tutto, oltre la lontananza e lo schermo -, grazie a chi ha deciso di esserci, di passare, o di restare in mia compagnia anche per i mesi che verranno.

Questa poesia, nata insieme ad alcuni compagni di questa avventura su wordpress, è il mio modo (mi piace pensare che possa essere il nostro…) per dirvi grazie e per restituirvi un’idea che custodisco nel mio animo, – c’è bisogno di poesia -, la vita è poesia, noi possiamo essere poesia…

Un abbraccio. Buon Anno a tutti e a tutte. Ci vediamo nel 2018.

Ben.

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Poesia: G.r.a.z.i.a.

Giorni impazienti

e occhi a scrutar nuvole bianche

a invocare morbidi fiocchi stellari

Giorni come incontri,

travolti dai dicembrini sguardi

Giorni impazienti che si lasciano andare,

le mie mani stanche

salutano il mio mare.

Passo volando.

Sulla fronte d’un bambino si posa un gelsomino.

Il natale non è più vicino…

Forse è il tempo di salutar il dolce Inverno

che acquieta l’animo e il vento…

Cosa ne dite? Possiamo ripetere l’esperimento? l’assemblaggio è personale, poteva venir fuori in molti modi differenti, a me è arrivata così…

Un grazie particolare a tutti i partecipanti – in-versi -, Pino Aurora, Paola, Matteo, Leonardo e Shera.